I colpi da provare almeno una volta nella vita (e uno da lasciare ai professionisti)
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I colpi da provare almeno una volta nella vita (e uno da lasciare ai professionisti)

I colpi da provare almeno una volta nella vita (e uno da lasciare ai professionisti)

Vincere è la cosa che conta, su questo non si discute. Ma chi gioca a padel lo sa: ci sono giornate in cui esci dal campo soddisfatto a prescindere dal punteggio, perché a un certo punto ti è riuscita quella cosa lì. Quel colpo che non provi quasi mai, che il più delle volte finisce male, ma che quando entra ti fa sentire per un attimo un fenomeno. Sono le prodezze che danno sapore al gioco, quelle che racconti agli amici a fine partita. Eccone quattro da mettere nella lista delle cose da provare almeno una volta — più una che è meglio guardare e basta.

La dormilona: far addormentare la palla

È forse il modo più elegante di chiudere uno scambio. La dormilona nasce in una situazione precisa: lo smash dell'avversario rimbalza sul vetro di fondo e torna verso di te vicino alla rete. La scelta razionale, in quel momento, sarebbe un rovescio veloce e sicuro che toglie ogni rischio. La scelta romantica è un'altra: una smorzata di rovescio carica di effetto, che fa "addormentare" la palla appena oltre la rete, dove l'avversario non arriverà mai.

È un colpo di pura sensibilità. Quando esce dà una soddisfazione che pochi altri colpi regalano, ma il margine d'errore è minimo: basta un nulla e la palla finisce in rete o resta troppo alta. È esattamente per questo che vale la pena provarla — sapendo che dieci volte su dieci la mossa intelligente resterebbe un'altra.

Il willy: il colpo tra le gambe

Il willy è il colpo giocato tra le gambe, quasi sempre in disperazione, quando rincorri una palla che ti ha superato dopo aver toccato il vetro di fondo e l'unico modo per rimandarla indietro è colpirla all'indietro, in mezzo alle gambe, dandole le spalle.

Arriva dal tennis: il nome richiama il campione argentino degli anni Settanta a cui viene attribuita la sua diffusione, anche se oggi lo si sente chiamare più spesso con i nomi inglesi. Nel tennis serve a recuperare un pallonetto; nel padel diventa una mossa quasi acrobatica, di solito tentata più per orgoglio che per reale convenienza. Riesce raramente, ma quando va a segno è una di quelle immagini che restano.

La dejada: la volée smorzata

Se la dormilona è il tocco di rovescio da fondo, la dejada è la sua versione a rete: una volée smorzata, giocata con il braccio morbido per togliere tutta la velocità alla palla e lasciarla cadere corta, subito dopo la rete, dove l'avversario arretrato non può arrivare.

È la certificazione di un braccio educato. Non si improvvisa: richiede sensibilità nel polso, controllo dell'impatto e la lettura giusta del momento (provarla quando gli avversari sono già a rete è regalare il punto). La variante più raffinata è quella giocata con taglio a uscire, in cui la palla, oltre a morire corta, scappa di lato verso la porta laterale. Difficilissima, ma chi la padroneggia ha davvero un tocco fuori dal comune.

La salida de pista: giocare fuori dal campo

Qui si entra nel territorio dei colpi rari, e non solo per difficoltà tecnica. La salida de pista è l'uscita dal campo attraverso la porta laterale per rincorrere una palla che è uscita dall'area di gioco e rimandarla dentro. Spettacolare, certo, ma in Italia ha un problema pratico: la grande maggioranza dei campi non ha lo spazio per le uscite, e anche in molti club di nuova generazione resta una rarità, perché a livello amatoriale è di fatto sconsigliata per ragioni di sicurezza (le protezioni sulle porte, dove presenti, sono obbligatorie).

Dove è possibile farla, però, è uno dei colpi più appaganti in assoluto: serve corsa, lettura anticipata, coordinazione e una precisione notevole, perché spesso devi colpire ruotando su te stesso e orientandoti al volo verso il campo. Roba per pochi, ma da provare almeno una volta se il campo lo consente e in totale sicurezza.

E poi c'è lo Spider Man shot: questo lasciatelo agli altri

Infine c'è il colpo che chiude la lista, ma che mettiamo qui solo per ammirazione, non come consiglio: lo Spider Man shot. Un'arrampicata sul vetro di fondo, lo slancio verso l'alto e la palla colpita in volo, con gli avversari lasciati a bocca aperta. Esiste, qualcuno l'ha pure fatto in torneo, ed è uno di quei gesti che diventano virali in mezza giornata.

Detto questo: per la tua incolumità, è un colpo da guardare e non da imitare. Tra una prodezza che ti fa felice e un infortunio che ti tiene fuori per settimane c'è di mezzo proprio questo tipo di acrobazia. Lasciamolo ai pochissimi eletti.

La verità sui colpi spettacolari

Ecco il punto che separa chi sogna queste giocate da chi le porta a casa davvero: i colpi spettacolari non nascono dal coraggio del momento, nascono dalle ore di gioco. La dormilona e la dejada arrivano quando hai un braccio educato da migliaia di palle toccate; il willy e la salida quando hai abbastanza partite nelle gambe da leggere la traiettoria in anticipo. Nessuna di queste prodezze è un colpo di fortuna isolato: è il risultato di tanto gioco, possibilmente contro avversari del tuo livello che ti costringono a tirare fuori soluzioni.

Ed è qui che l'organizzazione conta più di quanto sembri. Avere un posto dove trovare partite con continuità e compagni o avversari della tua fascia — come accade ai giocatori dei club che usano Padel Challenge, dove prenotazione del campo e ricerca del partner giusto stanno nello stesso ambiente — significa accumulare le ore di campo che servono per arrivare, un giorno, a tentare la dormilona con la faccia di chi sa cosa sta facendo. E mentre la singola prodezza fa il giro dei social, è la costanza nel tempo a definire davvero il tuo livello: un sistema di rating come quello di Padel Challenge misura proprio come giochi partita dopo partita, oltre il colpo a effetto della serata fortunata.

In sintesi

Dormilona, willy, dejada e salida de pista sono i colpi che danno gusto al padel: provali, falli tuoi, accetta che la maggior parte delle volte finiranno male e goditi le poche in cui entrano. Lo Spider Man shot, invece, lasciatelo guardare da spettatore. Ma ricordati la cosa più importante: dietro ogni prodezza che vedi non c'è un lampo di genio, ci sono le ore in campo. Gioca, gioca tanto, e la magia prima o poi arriva.